IL VIAGGIO

2017

Alberta Piazza mette in campo le abilità pregresse, i frutti delle sue ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. In questo progetto presenta il tema del viaggio nel suo più ampio significato, ricerca della conoscenza ma anche viaggio della vita, come la stessa nascita.
Viaggio come trasformazione, percorso di cambiamento fisico e mentale, scoperta, separazione, memoria, includendo in tali aspetti il drammatico fenomeno migratorio dell’essere umano nei nostri giorni.
Per Alberta Piazza l’esperienza del viaggio comporta l’essere gettati in un allontanamento dal luogo iniziale che si abita per arrivare a un altrove e andare quindi verso il non familiare.
Lo sconosciuto come esigenza dell’inconscio di familiarizzare con il mondo più vasto, quali spazi ritrovati nella propria geografia simbolica esterna-interna. Quindi il viaggio come rimescolamento di parti della propria identità per riconfigurarla con le nuove esperienze, come oggetto trasformativo che può favorire un mutamento dell’io (Leed).
I lavori che presenta sono centrati sull’orizzontalità delle opere a scandire la continuità il-limitata ma suddivisibile del tempo.

IL VIAGGIO, gessi e grafite su carta, cm 70×10 mt

Alberta Piazza costruisce il suo discorso soprattutto attraverso immagini oniriche e così nelle carte esposte rappresenta con tecnica mista delle “visioni”, una sorta di flashback del viaggio, a prescindere dal mezzo sul quale avviene perché esso è inteso come cammino non solo fisico ma anche psicologico attraverso le diverse situazioni che costituiscono l’esperienza. Le sue opere descrivono così il percorso delle immagini : esse si imprimono nella memoria e diventano paesaggi frammentati o forme distrutte e queste vengono successivamente rielaborate nell’inconscio. Proprio da qui le mani dell’artista le recuperano perché siano rappresentate con materiali vari la cui lavorazione dia il senso della trasformazione avvenuta nel tempo e nello spazio. In pratica l’artista rappresenta nelle sue opere il percorso mentale della conoscenza utilizzando la materia come mediatrice.

In “TRAVERSAR”, il titolo fa parte integrante dell’installazione composta da una rete metallica arrugginita e un prato verde “vero” , annaffiato giornalmente dalla mano dell’artista stessa, per tenere in vita l’erba, simbolo di speranza. Il ferro arrugginito, da parte sua, rappresenta ciò che si lascia faticosamente nel tentativo di cambiare una situazione inadeguata mentre il prato diventa immagine della trasformazione avvenuta , sintesi finale del ragionamento iniziato dal titolo.

Lo stesso concetto si ritrova negli ossidi su tessuto, che Piazza ha letteralmente “esposto” alle intemperie per ottenerne delle modifiche (impronte ed escrementi di animali, ruggine di ferro, acidità della pioggia). Qui gli elementi meteorologici hanno scritto sul materiale di base una storia e questa storia è, anche stavolta, quella di un passaggio di stato, una trasformazione: un viaggio, appunto.