IL VIAGGIO

2017

Conosco i cieli che esplodono in lampi, e le trombe/le risacche
e le correnti: conosco la sera/e l’ Alba
esaltata come uno stormo di colombe,/e talvolta ho visto
ciò che l’uomo crede di vedere!

Arthur Rimbaud

Alberta Piazza mette in campo le abilità pregresse, i frutti delle sue ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. In questo progetto presenta il tema del viaggio nel suo più ampio significato, ricerca della conoscenza ma anche viaggio della vita, come la stessa nascita.
Viaggio come trasformazione, percorso di cambiamento fisico e mentale, scoperta, separazione, memoria, includendo in tali aspetti il drammatico fenomeno migratorio dell’essere umano nei nostri giorni.
Per Alberta Piazza l’esperienza del viaggio comporta l’essere gettati in un allontanamento dal luogo iniziale che si abita per arrivare a un altrove e andare quindi verso il non familiare.
Lo sconosciuto come esigenza dell’inconscio di familiarizzare con il mondo più vasto, quali spazi ritrovati nella propria geografia simbolica esterna-interna. Quindi il viaggio come rimescolamento di parti della propria identità per riconfigurarla con le nuove esperienze, come oggetto trasformativo che può favorire un mutamento dell’io (Leed).
I lavori che presenta sono centrati sull’orizzontalità delle opere a scandire la continuità il-limitata ma suddivisibile del tempo. Nei lavori pittorici e l’installazione si intrecciano trame e linee soggettive che si annodano e si interrompono come nelle campiture-spazi di osservazione e memoria.

Alberta Piazza costruisce il suo discorso soprattutto attraverso immagini oniriche e così nelle carte esposte rappresenta con tecnica mista delle “visioni”, una sorta di flashback del viaggio, a prescindere dal mezzo sul quale avviene perché esso è inteso come cammino non solo fisico ma anche psicologico attraverso le diverse situazioni che costituiscono l’esperienza. Le sue opere descrivono così il percorso delle immagini : esse si imprimono nella memoria e diventano paesaggi frammentati o forme distrutte e queste vengono successivamente rielaborate nell’inconscio. Proprio da qui le mani dell’artista le recuperano perché siano rappresentate con materiali vari la cui lavorazione dia il senso della trasformazione avvenuta nel tempo e nello spazio. In pratica l’artista rappresenta nelle sue opere il percorso mentale della conoscenza utilizzando la materia come mediatrice.

Ne risultano astrazioni che sono la proiezione verso l’esterno del suo mondo intimo, vere e proprie forme aperte per le quali lo spettatore si trova a tentare delle interpretazioni soggettive. Quello che rappresenta Alberta Piazza, quindi, è proprio il viaggio nel suo compiersi, che si manifesta in una trasformazione sempre in atto come quella che lei, viaggiatrice esperta, ha sentito di avere sempre su di sé e ha scelto come tema delle sue opere. Questa idea del transito della materia e della mente da uno stato all’altro è il leit motiv di Alberta Piazza, e lo ritroviamo in ognuna delle sue creazioni qui esposte come in ogni tecnica da lei utilizzata.

In “TRAVERSAR”, il titolo fa parte integrante dell’installazione composta da una rete metallica arrugginita e un prato verde “vero” , annaffiato ogni tanto dalla mano dell’artista stessa, per tenere in vita l’erba, simbolo di speranza. Il ferro arrugginito, da parte sua, rappresenta ciò che si lascia faticosamente nel tentativo di cambiare una situazione inadeguata mentre il prato diventa immagine della trasformazione avvenuta , sintesi finale del ragionamento iniziato dal titolo.

Lo stesso concetto si ritrova negli ossidi su tessuto, che Piazza ha letteralmente “esposto” alle intemperie per ottenerne delle modifiche (impronte ed escrementi di animali, ruggine di ferro, acidità della pioggia). Qui gli elementi meteorologici hanno scritto sul materiale di base una storia e questa storia è, anche stavolta, quella di un passaggio di stato, una trasformazione: un viaggio, appunto.